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Professioni, il Governo rilancia

07-12-2006
Maria Carla De Cesari

PESCARA. Dal nostro inviato

Non ci sono n? trucchi n? inganni. Sulla riforma delle professioni il Governo, attraverso il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Maritati, cerca di rassicurare i vertici degli Ordini. Il giorno dopo l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Esecutivo l'appuntamento ? a Pescara per un convegno promosso dall'assessore alle Professioni del Comune, Carmine Ciofani. Nonostante gli appelli alla fiducia, negli Ordini resiste la diffidenza, nata e cresciuta con il decreto di luglio che ha abolito le tariffe minime, e radicata oggi con un progetto che, secondo Pietro De Paola, presidente del Consiglio nazionale dei geologi e vicepresidente del Cup (il Comitato degli ordini), non definisce cosa ? professione intellettuale e non la distingue dall'attivit? di impresa.

Il timore, insomma, ? che si instauri una visione "mercantile" del lavoro autonomo, funzionale all'ingresso nel mercato dei servizi professionali di soggetti dotati di grandi capitali, in grado di impadronirsi della consulenza. ?Non ? cos?, il Governo ? consapevole della funzione degli Ordini e della loro importanza economica, il 20% del Pil?, ha risposto il sottosegretario Maritati. La riforma consentir? di rafforzare gli Ordini nel loro ruolo essenziale, quello di essere garanti degli utenti.

In questo senso, secondo Maritati, va la promozione dell'aggiornamento e l'attenzione per la qualificazione degli iscritti. ? l'obiettivo di garantire la collettivit? a dettare la nuova struttura del processo disciplinare, che perde i caratteri di intervento domestico, richiedendo anche la presenza di "giudici" non appartenenti alle categorie.

In questo quadro non ? scandaloso per il Governo rivedere il numero degli Ordini, favorendo le aggregazioni o la trasformazione in associazioni.

Questa eventualit? si potrebbe verificare nel caso in cui l'Ordine ha perso ?il link con la realt??, ha detto Maritati. ?Non c'? furore iconoclasta?, gli ha fatto eco Pierluigi Mantini, relatore alla Camera sulla riforma delle professioni. Mantini, tuttavia, ha ammesso che ?i principi della delega andranno precisati?, per esempio per determinare i binari lungo i quali viaggeranno le associazioni riconosciute.

?Non c'? nulla di male nel riconoscere associazioni specialistiche nell'ambito degli Ordini?, ha ribattuto Mantini alle perplessit? di De Paola. Quanto all'associazione delle professioni emergenti, Mantini ha detto che si dovr? tornare a riflettere sul discrimine con gli Ordini basato sulle attivit? stitiche e sulle esclusive. Anche se il principio, individuato nella scorsa legislatura dall'ex sottosegretario Michele Vietti, ?non appare del tutto adeguato?.

Il dibattito parlamentare consentir? di precisare i confini della delega, ha ripetuto pi? volte Mantini, concorde il sottosegretario Maritati. L'approvazione di venerd?, d'altra parte, ha scoperto le carte del Governo, e in particolare quelle dell'ala liberista. E le professioni possono ora giocare sul terreno parlamentare dove sembra esserci maggiore spazio per far sentire la loro voce, ? l'auspicio di De Paola, ma anche di Andrea Bottaro, presidente dei periti agrari.

Tuttavia proprio in Parlamento potrebbero emergere le divisioni all'interno delle professioni. Un elemento puntuale su cui si pu? registrare unit? d'azione ? invece rappresentato dalle tariffe. ?? scandaloso che per gli incarichi di progettazione - hanno detto Pasquale Felicetti del Consiglio nazionale architetti e Paolo Stefanelli vicepresidente degli ingegneri - si vada al massimo ribasso e si affidi il coordinamento per la sicurezza con sconti anche del 70 per cento?.

Le tariffe minime sono state chieste di nuovo anche da Cesario Genco, del Consiglio nazionale dei ragionieri, ma non sono un problema per Mario Damiani, vicepresidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti.

Infine i periti industriali, con il presidente Berardino Cantalini, Maurizio Benato, della federazione degli Ordini dei medici, e Gaetano Penocchio, della federazione dei veterinari, hanno criticato la delega all'universit? per individuare sezioni negli Ordini in corrispondenza al diverso livello di formazione.

Da Roma, infine, il presidente del Consiglio nazionale del notariato, Paolo Piccoli, affida il suo pensiero a una nota: ?C'? la necessit? - questo il suo pensiero - che il Parlamento chiarisca e delimiti alcuni punti che per il momento sono troppo vaghi e lasciano una discrezionalit? troppo ampia per una legge delega?. Mentre per il vicepresidente della Confindustria e presidente della piccola industria, Giuseppe Morandini, ?tutto quello che va nella direzione dell'apertura del mercato ? evidente che a cascata porta dei vantaggi, non solo sulle piccole e medie imprese, ma sull'intero sistema produttivo?.

Il Presidente
Dott. Agr. Nicola Sanna

 



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